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nelle giornate terse pulite dal vento fresco, di lassù hanno visto Capri lo Ionio a volte l’Etna


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2 giugno 2011

I Salernitani amici di Giuliano?

Ma il 74% dei salernitani saranno anche loro amici del caro Giuliano?
Viene a questo punto anche spontaneo riconsigliare quello che Travaglio consigliò a Silvio: "...Dia retta: lasci perdere Giuliano Ferrara. Col suo bacio della morte, ne ha fatti secchi più lui che il colera. Ricorda il Pci? Ferrara c’era, sappiamo com’è finito. Ricorda Craxi? Ferrara c’era, sappiamo com’è finito. Ricorda il primo governo Berlusconi? Lui c’era..."



28 settembre 2009

Per similitudine beneaugurante.

     Beneagurante la notizia fresca di rete che Stefano Bruni sindaco di Como, alluvionato e sommerso dalle reazioni concittadine, abbia sonoramente cambiato idea e intenda mai più realizzare lo scempio del muro.

     In seguito all'alluvione in Valtellina del 1987 il comune di Como becca un finanziamento per realizzare un sistema di dighe mobili che impediscano l'allagamento di una piazza centrale dalle esondazioni del lago, un sistema da 15 milioni di euro. "In realtà, manovrando le chiuse di Olginate, i tecnici ormai governano tranquillamente il livello del Lario, e il progetto comasco, dicono i tanti critici, è più che altro destinato a risistemare in bellezza il lungolago."

     Poi durante i lavori il malaccorto vara una variante, oggetto di inchiesta, ed il muro previsto di 50 cm diviene una barriera di 2 metri di altezza tra la città e il suo Lago.

     Lui sostiene che l'usuale presenza del Lago si trasferisce dai calpestii usuali ad una realizzanda passeggiata posta un più in alto. In altre parole non è che vi tolgo il Lago, solamente è che lo potrete ammirare dall'apposita passeggiata che vi intendo realizzare usufruendo dell'appetitoso finanziamento piovutomi dal cielo.

     E' pur vero che le sponde del Lario sono oggetto di attenzione internazionale, e che anche li giornale locale s'attiva e raccoglie firme su firme d'interdizione.

Ma alla fine, come in una lieta novella, il constructor lariano del PDL s'adegua allo spirito loci. E vissero tutti felici e contenti, e Formigoni ed i lombardi tutti s'accollano la demolizione dell'orrore costruito.



     Ora è pur vero che qui sul golfo lunato noi non abbiamo nessun George Clooney ospite, e nemmanco giornale locale che raccolga firme... ma pure noi terruncielli godremmo digià di immanente  spiritus loci (anche se quest'ultimo magari immeritato, mentre certo ci meritiamo quest'attuale nuovo arrivato, da Ruvo del Monte).




19 settembre 2009

Quando c'era lui.

     E' ormai notte, son le 2.19, ed in mattinata alle 6.30 saranno due le giornate continue di lavoro ininterrotto nel cantiere qui di fianco a casa mia.
     Non è che lavorino alla rete idrica o elettrica o ad una strada principale o linea ferroviaria, non si tratta di lavori eccezionali ai servizi urbani. Lavorano qui vicino, ad una piazza in centro città ma fuori dal traffico, ed infatti adibita finora a parcheggio e solo di mattino a mercato rionale. Il nostro Sindaco ha promesso l'inaugurazione della piazza ristrutturata per la festa patronale salernitana di San Matteo il 21 prossimo, e l'impegno và mantenuto costi quel che costi in rombi di motori tagli  di lamiere percussioni di martelli e clangori vari.

     Il nostro Sindaco è ormai senatore, era segretario della federazione PCI, ed è alla sua terza sindacatura, intercalata tra le prime due e questa attuale da una quarta del suo ex segretario. Sin dal suo primo incarico ha pensato bene di ingaggiare i festeggiamenti del santo patrono: "21 opere per il 21 di settembre" è stato uno dei suoi primi slogan. Semplice immediato coinvolgente, che lega lui al santo, e la città, negletta capitale longobarda decaduta, agli altri evangelisti di Venezia e di Roma.

     Era dalla ripresa post-ferragostana che le ore di lavoro nel cantiere si prolungavano più dell'orario normale, ma son rimasto sorpreso più che urtato quando infine ieri notte non era manco l'alba e son stato svegliato dall'attività delle maestranze. La pavimentazione è pressocchè completata e l'illuminazione è già allestita, rimane da completare anche in notturna e continuativamente e rumorosamente le alberature (finalmente si ripropone il tiglio) un portale monumentale centrale e le panchine e cestini vari.
    
     Insomma per il 21 settembre a San Matteo la tele locale potrà riprendere e diffondere anche questo taglio del nastro, tra gli altri, come promesso.
    
     Un pò di rabbia "sorda" (almeno questa) mi sorge però pensando alla vicina bonifica della piana del Sele, o anche solo alla sistemazione dei bacini montani per fermare le alluvioni sul mio piccolissimo paese natio, realizzate al tempo di quando erano giovinetti i miei genitori. Quando l'Italia aveva un'idea nefasta d'assicurarsi un futuro, ma ancora si sentiva una Nazione, e non era solamente impazzita.


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permalink | inviato da panormo il 19/9/2009 alle 2:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


20 agosto 2009

Via Giudaica e la demolizione.

     Il "Capoccione" imbracciò il piccone e menò la prima picconata, a favore della cinepresa dell'EIAR. Il cornicione, opportunamente indebolito già prima della cerimonia dai manovali napoletani e veneti , andò in frantumi alla seconda plastica picconata. La sequenza fu poi diffusa nel bianco-nero dei cinegiornali: si apriva la nuova Via dell'Impero, si buttava giù tutta la tara del vecchiume, tutta la miseria che ci affliggeva, tutta la mortificazione del presente. Ci attendeva un nuovo meraviglioso futuro finalmente certamente migliore. E funzionò. Via tutto, azzeriamo tutto, e largo finalmente all'entusiasmo del promettente nuovo, anche se sconosciuto. Eccome se funzionò. Giusto fino alle bombe su San Lorenzo.

     In via Masuccio Salernitano, l'antica via di Salerno dedicata al suo novellatore del '400 ispiratore di Giulietta e Romeo, il Comune ha iniziato la demolizione di un vecchio fabbricato inagibile dal terremoto dell'80, son ormai trenta anni. E' quasi per intero di proprietà di una unica famiglia i cui eredi, pare siano due sorelle, non hanno mai trovato accordo per completare i lavori di recupero che pure furono intrapresi e finanziati dallo Stato ormai decenni fa.
     Più di una generazione di abitanti della stretta via è cresciuta oppressa dalle impalcature del cantiere mai completato, più di un commerciante ha abbandonato l'attività condotta per generazioni in una delle tre vie commerciali, oramai ex-via commerciale, del Centro Storico.
     E sono giunti quindi fino all'esasperazione, fino al loro augurarsi di poter prendere un caffè nella futura piazzetta liberata dalla demolizione.

     I tecnici firmatari del trentennale progetto di recupero degli anni '80 accennano ad una antica torre inglobata nel fabbricato, suggerita dal grande spessore di alcune murature. Nei loro grafici è anche riportato al centro del fabbricato un grande ambiente coperto da volta a crociera, ogivale. Ad 11, ben 11 metri da terra è riportato quel che sembra un largo arco trionfale, quello che separa la navata dalla crociera delle chiese. Inoltre sottolineano una colonna con capitello a vaso, decorato a grossolane losanghe, in opera nelle scale aperte verso sud con un gran finestrone.

     Il fabbricato, che ancora non è rudere, sorge tra "muro e muricino", in un zona che fu di espansione longobarda della nuova loro capitale, l'ultima loro capitale che durò altri tre secoli oltre  la disfatta dei longobardi del nord. Fu un quartiere nuovo che venne occupato da una delle colonie più numerose e colte di ebrei del meridione, fomentatrice della Scuola Medica Salernitana. Questi ci han lasciato poco di tangibile, cinque o sei testimonianze a noi oggi visibili in tutto il Centro Storico e nei Musei salernitani. Tra le quali una Via Giudaica, posta in continuazione con la Via Masuccio, che è solo un spezzone residuo dell'originaria. Molto di più ci han lasciato nei testi antichi, dove troviamo spesso citati ebrei della erudita colonia salernita.

     Gli studiosi della Salerno  antica non hanno mai individuato ambienti di culto in questo sito, viene menzionata solo una Chiesa dedicata alla Santa Croce che fu distrutta secoli fà da una mareggiata.

     Io di più non so scriverne, e ne sono mortificato.


8 agosto 2009

Vicienzia ed il Vicienziano.

finalmente abbiamo 4 rendering (in esclusiva su "laCittà") che ci rivelano qualcosa in più della sua "opera di una vita".




Altro che i giochi fröbeliani coltivati da Wright nella sua infanzia: "Vicienzo", il sindaco senatore Vincenzo De Luca, da piccino ha giocato con le formine di legno colorato. Quelle che si usavano un tempo, che uscivano tutte affastellate dalla scatola piatta di cartoncino rigido. Dentro trovavi le colonnette in miniatura col loro bravo dado di base ed il capitello. Trovavi le windows, qualcuna anche semicircolare. Poi c'erano anche mini pilastri ed architravi, tutti decorati a scacchi in rosso o celeste. Io sugli scacchi, magari in celeste chiaro, ci farei un pensiero. Chiederei a quello sgallettato dello spagnolo, questo nuovo con tante elle nel cognome Bofill, che il primo, l'Oriol Bhoigas, non era tanto pronto ai desiderata.

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