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Quando c'era lui.

     E' ormai notte, son le 2.19, ed in mattinata alle 6.30 saranno due le giornate continue di lavoro ininterrotto nel cantiere qui di fianco a casa mia.
     Non è che lavorino alla rete idrica o elettrica o ad una strada principale o linea ferroviaria, non si tratta di lavori eccezionali ai servizi urbani. Lavorano qui vicino, ad una piazza in centro città ma fuori dal traffico, ed infatti adibita finora a parcheggio e solo di mattino a mercato rionale. Il nostro Sindaco ha promesso l'inaugurazione della piazza ristrutturata per la festa patronale salernitana di San Matteo il 21 prossimo, e l'impegno và mantenuto costi quel che costi in rombi di motori tagli  di lamiere percussioni di martelli e clangori vari.

     Il nostro Sindaco è ormai senatore, era segretario della federazione PCI, ed è alla sua terza sindacatura, intercalata tra le prime due e questa attuale da una quarta del suo ex segretario. Sin dal suo primo incarico ha pensato bene di ingaggiare i festeggiamenti del santo patrono: "21 opere per il 21 di settembre" è stato uno dei suoi primi slogan. Semplice immediato coinvolgente, che lega lui al santo, e la città, negletta capitale longobarda decaduta, agli altri evangelisti di Venezia e di Roma.

     Era dalla ripresa post-ferragostana che le ore di lavoro nel cantiere si prolungavano più dell'orario normale, ma son rimasto sorpreso più che urtato quando infine ieri notte non era manco l'alba e son stato svegliato dall'attività delle maestranze. La pavimentazione è pressocchè completata e l'illuminazione è già allestita, rimane da completare anche in notturna e continuativamente e rumorosamente le alberature (finalmente si ripropone il tiglio) un portale monumentale centrale e le panchine e cestini vari.
    
     Insomma per il 21 settembre a San Matteo la tele locale potrà riprendere e diffondere anche questo taglio del nastro, tra gli altri, come promesso.
    
     Un pò di rabbia "sorda" (almeno questa) mi sorge però pensando alla vicina bonifica della piana del Sele, o anche solo alla sistemazione dei bacini montani per fermare le alluvioni sul mio piccolissimo paese natio, realizzate al tempo di quando erano giovinetti i miei genitori. Quando l'Italia aveva un'idea nefasta d'assicurarsi un futuro, ma ancora si sentiva una Nazione, e non era solamente impazzita.

Pubblicato il 19/9/2009 alle 2.34 nella rubrica indigenza.

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